Commercio, Vicari: tornare a chiusura festiva sarebbe un errore che getterebbe nel caos il settore

L’apertura volontaria dei negozi anche nelle giornate festivi ha significato sin dalla sua introduzione un elemento di modernità e libertà, sulla falsariga di quanto già accadeva già nelle altre maggiori economie mondiali. Ogni proposta, come quella di Luigi Di Maio, volta a farci tornare ad uno Stato dirigista che regolamenta la vita e gli orari dei distributori, dei commercianti e dei consumatori in virtù di chissà quale algoritmo che collegherebbe la chiusura dei negozi alla felicità delle persone metterebbe a serio rischio un settore che, dopo anni di crisi, comincia a riprendere fiato oltre a rappresentare una proposta” a dichiararlo la senatrice Simona Vicari, già relatrice della legge sulle liberalizzazioni nel 2011 e presidente del consiglio nazionale dei consumatori, durante il suo mandato al MiSE. “Va detto che già oggi piccoli negozi e esercizi più grandi sono liberi di decidere quando restare chiusi e quando aprire, in base alle esigenze e alle specificità del territorio mentre pretendere, un po’ come avveniva nella Russia sovietica, che sia lo Stato o chi per esso a regolamentare gli orari di apertura e chiusura senza tener conto delle differenti specificità dei territori sarebbe non solo un grave errore ma getterebbe un intero settore nel caos, dopo anni di politiche concorrenziali pro-mercato. Questo è un chiaro esempio di come chi si candida al Governo dell’Italia non solo non abbia le idee chiare ma sembra che abbia come unico obiettivo distruggere quanto di buono è stato fatto per accompagnare il commercio e il settore della distribuzione, specialmente quella Made in Italy, fuori dalla crisi, soprattutto tenendo conto del tumultuoso sviluppo del commercio digitale che sta sempre più creando un divario tra imprese dell’e-commerce e imprese del commercio tradizionale, costringendo solo queste ultime a giocare una partita con vincoli e limitazioni anche particolarmente severi (e quindi non ad armi pari, mentre il mercato online è, di fatto, privo di ogni limite spaziale, temporale), mentre la strada più efficace ed imparziale dovrebbe essere quella di allineare verso l’altro, e cioè verso la liberalizzazione, le opportunità nei diversi settori” ha concluso la senatrice.

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