Bilancio: pagamenti pos limite 0,2% commissioni bancarie

Sull’obbligo di utilizzo del Pos rimangono ancora numerose criticità, in primis legate ai loro oneri incredibilmente tutti a carico dei commercianti i quali sono costretti, da sempre, a pagare sulle transazioni importi vessatori che, naturalmente, vengono decurtati dal loro incasso, denaro solo in parte recuperabile dalla deduzione del reddito. Un esempio? Grazie alle commissioni fisse di 10 centesimi che applicano oggi le banche, su un importo di 5 euro la decurtazione arriverebbe al 2%. Siamo ai limiti dell’estorsione.
Credo sia giusto che il Governo, che ha tutto l’interesse, – anche ai fini di un recupero dell’evasione fiscale – di diffondere l’utilizzo del pagamento elettronico intervenga pure sui costi esorbitanti che gravano sui negozianti, ripristinando la possibilità di scaricare i costi sulle transazioni. Il tutto senza dimenticare che, ad oggi, in Italia rimane inapplicata la direttiva Psd-2, ossia la seconda payment services directive europea che, nelle intenzioni del legislatore comunitario, avrebbe dovuto porre freno alle commissioni bancarie per i micropagamenti con moneta elettronica. Ecco perché, prima di qualsiasi intervento su obblighi di pagamento anche su cifre minime, credo che si renda necessario che si recepisca definitivamente la direttiva europea che sancisce un tetto massimo sulle commissioni dello 0,2%.

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