Approvare lo ius culturae proposto da Alternativa Popolare è senso di responsabilità

L’approvazione dello ius culturae proposto da Alternativa Popolare rimane oggi l’unico punto di incontro possibile per risolvere un grave vulnus che permane nel nostro ordinamento. Lo studio dei numeri e il diritto comparato, a tal proposito, offrono innumerevoli spunti di riflessione soprattutto per aspetti ancora poco chiariti sia dal testo votato alla Camera e sia dalle varie proposte di emendamenti. Ad esempio: a differenza di ciò che alcune forze politiche sostengono non vi sarà alcuna ondata musulmana. Infatti ben il 44% dei richiedenti la cittadinanza è di religione cristiana mentre solo il 38% è di fede islamica. Non solo: il 41% di chi ha acquisto la cittadinanza nel 2016 rappresenta bambini e ragazzi con meno di venti anni quindi soggetti molto più integrati (se non totalmente integrati) di quanto si dica. E infine: tutti i più grandi paesi d’Europa hanno recentemente varato una riforma delle proprie leggi sulla cittadinanza: il Regno Unito nel 2002, la Francia nel 2006 e la Germania nel 2007 mentre noi siamo ancora fermi ad una vecchia ed ormai obsoleta legge del 1992. Per colmare questo ritardo AP ha messo a disposizione le sue proposte e il proprio senso di responsabilità. Attendiamo che i nostri interlocutori facciano altrettanto.

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