Speriamo che sia la volta buona per portare Battisti in Italia.

L’arresto di Cesare Battisti riporta all’attenzione dell’opinione pubblica italiana una ferita che ancora oggi colpisce l’Italia e la sua giustizia. Nonostante la condanna a quattro omicidi questo criminale, da anni, è libero di circolare per il mondo e di prendere in giro, ogni volta, le leggi del nostro Paese e il giusto sentimento di rabbia e frustrazione di tutte quelle famiglie al quale Battisti ha sottratto un padre, un fratello, un figlio. Ancora una volta Battisti, col suo solito ghigno, ha dichiarato come “non sarà mai estradato in Italia” ricordando così la complicità di chi, in questi anni, ha permesso che un assassino condannato in via definitiva potesse andarsene tranquillamente a spasso nel mondo. Sarà ora la volta buona? Speriamo. La politica faccia il suo mestiere e chieda a gran voce al Brasile la concessione di questa estradizione che molte famiglie e tutta l’Italia attendono da anni.
P.S. Come al solito, anche in questa triste vicenda, non poteva mancare il commento a sproposito del candidato premier Di Maio che dopo aver confuso Pinochet per un dittatore venezuelano parla ora di stragismo nero. Insomma, dopo la geografia, ora sbaglia pure la storia. Non sarebbe meglio starsene zitti e parlare di cose che, invece, si conoscono?

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