Le Zone economiche speciali e le modifiche apportate al dl sud

Nel decreto sud è stata introdotta, per le Regioni del Mezzogiorno, l’istituzione delle ZES ossia delle zone economiche speciali in cui le imprese giá insediate o che si insedieranno godranno di semplificazioni e benefici fiscali tra cui certamente il credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi nel mezzogiorno nel limite massimo di 50 milioni di euro. Le imprese dovranno mantenere le attività nelle ZES per almeno 7 anni successivi al completamento dell’investimento oggetto dell’agevolazione.

Lo scopo delle ZES è infatti quello di creare condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l’insediamento di nuove imprese e saranno concentrate nelle aree portuali collegate alla rete transeuropea dei trasporti (rete TEN-T) e nelle aree anche non territorialmente adiacenti, che presentino un nesso economico-funzionale ad esse.
Grazie al lavoro svolto in commissione è stata data la possibilità alle Regioni interessate di presentare una o al massimo due proposte di istituzione di Zes quando siano presenti piu’ aree portuali collegate alla rete transeuropea dei trasporti. Si tratta specificamente della Sicilia con le aree portuali di Palermo e Augusta e della Puglia cn quelle di Bari e Taranto. Per quanto riguarda le Regioni che non hanno siffatte aree portuali sará possibile presentare istanza in forma associativa se contigue o in associazione con un’area portuale che abbia le caratteristiche previste (in sostanza il riferimento e’ ad Abruzzo e Molise)
Le ZES saranno attivate su richiesta delle regioni meridionali interessate, previo adeguato progetto di sviluppo, e queste ultime saranno pienamente coinvolte nel loro processo di istituzione e nella loro governance.

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