Dl Sud: da Ap pacchetto di emendamenti mirati

Il decreto rappresenta una grossa opportunità per il Mezzogiorno nella prospettiva di rafforzare la crescita, ma soprattutto di consolidarla per scoraggiare il triste fenomeno dell’emigrazione verso il Nord della forza lavoro e produttiva del Sud. ‘Resto al Sud’, come titola il primo articolo del decreto, per noi è un’iniziativa positiva e da sostenere ma anche da ampliare attraverso interventi specifici. Ad esempio riguardo le nuove attività dei giovani imprenditori abbiamo previsto un innalzamento del limite massimo di finanziamento procapite, mentre per i giovani la nostra proposta è di porre in capo allo Stato il ruolo di garante rispetto alle banche. L’intento è quello di fornire ai neo-imprenditori quelle risorse che spesso mancano e che rappresentano il principale ostacolo per l’avvio di un’iniziativa industriale. Inoltre intendiamo estendere queste misure anche ad alcuni specifici settori quali il commercio, quello libero professionale e quelli della pesca e dell’acquacoltura. Attenzione anche al comparto turistico, che al Sud rappresenta una grande risorsa di crescita e sviluppo, per il quale abbiamo previsto che gli interventi a favore delle nuove attività dei giovani imprenditori riguardino anche quelle turistiche.

Sul piano dei terreni agricoli abbandonati e più precisamente della relativa Banca, abbiamo presentato emendamenti che prevedono un’estensione dei soggetti pubblici che possono fare un censimento dei terreni e beni abbandonati o incolti da valorizzare, o che migliorino la tutela del proprietario privato dei terreni da valorizzare.

Riguardo i lavoratori in caso di crisi aziendale abbiamo previsto l’introduzione della possibilità di intervento delle agenzie di collocamento privato per la riqualificazione e il ricollocamento di questo personale, invece dell’intervento pubblico esclusivo.

E sempre riguardo le aziende in crisi abbiamo proposto emendamenti per la sospensione della restituzione dei finanziamenti a Invitalia a carico delle aziende in difficoltà, al fine di consentire la ripresa del ciclo produttivo e, conseguentemente, la possibilità di pagamento delle rate.

Infine le Zone economiche speciali riguardo le quali siamo dell’avviso che sia necessario un maggiore coordinamento a livello nazionale per la loro costituzione, in modo che possano costituire una rete di comunicazione e non essere monadi isolate.

Si tratta, quindi, di un pacchetto di emendamenti qualificati e mirati che puntano a rendere ancora più penetranti le norme previste dal decreto, intervento in quei settori che secondo noi avevano bisogno di un ulteriore attenzione.

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