Un nuovo ruolo strategico per i nostri porti nello sviluppo della Via della Seta


Dopo la missione di febbraio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio, l’Italia torna in Cina per discutere del nostro ruolo nello sviluppo della nuova “Via della Seta”.

La missione si colloca nella due giorni del “Forum Belt and Road for International Cooperation” in corso a Pechino. Come evidenziato da Gentiloni, l’Italia può e deve avere un ruolo da protagonista nel costruire una rete globale di infrastrutture lungo la quale scorreranno vecchie e nuove rotte commerciali. Nessuno ha un sistema portuale come il nostro, già collegato con le principali tratte europee del commercio marittimo. Le merci che viaggiano via terra infatti, sono una percentuale molto limitata rispetto a quelle che possono essere trasportate via mare.

Ho sempre sostenuto che le autostrade del mare sono fondamentali perché rappresentano uno strumento in grado di abbattere barriere e tempi di percorrenza negli spostamenti di merci e persone, “avvicinando” di fatto la terra ferma, e per rendere l’Italia ancora più competitiva.
E’ sempre più necessario lo sviluppo di una rete di servizi logistici connessi ed integrati, che utilizzino le strutture esistenti, nonché una corretta programmazione volta al riequilibrio territoriale e ad una razionalizzazione delle diverse modalità di trasporto impiegabili per rispondere alla domanda specializzata.

Ora è necessario passare ai fatti: abbiamo un’occasione importante e l’Italia ha tutte le carte in regola.

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