Per la prima volta in Italia abbiamo una legge dedicata al lavoro autonomo. Maggiori tutele per 2 milioni di partite Iva e per i professionisti

In questi anni le forme autonome di lavoro hanno fortemente subito la crisi economica, evidenziando condizioni di forte fragilità. Lo scopo della norma è stato quello di trovare soluzioni che consentano a questi lavoratori di utilizzare strumenti di autorganizzazione come le Casse Previdenziali, di essere soggetti ad una tassazione equa e valorizzare le capacità professionali in relazione alle nuove tecnologie.

Come ha evidenziato il Presidente della Commissione Lavoro Maurizio Sacconi, il ddl «è indicativo di una prima apertura politica e culturale alla responsabilità del risultato in ogni prestazione lavorativa, accentuata dalle capacità indotte dalle nuove tecnologie digitali».
Significativo è il dato odierno dell’Istat che segnala, dopo un lungo periodo negativo, la crescita dei lavori indipendenti per ben 56 mila unità» aggiunge l’ex ministro. «Come è significativa – aggiunge – la quotidiana evoluzione del lavoro subordinato verso modalità che rendono flessibile l’orario, il luogo della prestazione, il salario in relazione ai risultati. Il legislatore -aggiunge Sacconi- sembra così avere avviato una regolazione più essenziale e coerente con la dimensione 4.0».

Nello specifico, cosa prevede la nuova disciplina?
Maternità e malattia

Per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps sale da 3 a 6 mesi il periodo di congedo parentale di cui usufruire entro i primi tre anni di vita del bambino. Viene inserito un tetto massimo di 6 mesi di congedo complessivamente fruibile dai genitori (anche in altra gestione o cassa di previdenza). Durante la maternità si avrà la possibilità di ricevere l’indennità pur continuando a lavorare (non scatta l’astensione obbligatoria) e, inoltre, la norma stabilisce che il rapporto di lavoro non si estingue in caso di gravidanza, malattia e infortunio per chi presta la propria attività in via continuativa.

Mentre in caso di malattia o infortunio, su richiesta dell’interessato, si potrà sospendere la prestazione lavorativa professionale, salvo che venga meno l’interesse del committente.

Salute e sicurezza

Il datore di lavoro consegna con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta in cui sono individuati i rischi generali e specifici. Viene riconosciuto il diritto alla tutela contro gli infortuni (anche in itinere) e le malattie professionali.

Smart working
Con l’entrata in vigore del Ddl, cambia anche la disciplina dello smart working: ovvero, quelle prestazioni rese in modalità “agile” che si svolgono in parteall’interno dei locali aziendali, e all’esterno, senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale. Il lavoratore “agile”, ha diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei colleghi che svolgono le medesime mansioni.
Il testo varato dal Senato incoraggia lo smart working definendolo come un lavoro per obiettivi, grazie all’impiego delle tecnologie digitali, rinviando all’accordo diretto tra datore di lavoro e lavoratore l’ individuazione delle modalità specifiche (come i tempi di riposo del lavoratore, ma anche le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro e le forme di recesso).

Dis-coll

Dal primo luglio 2017 verrà riconosciuta in maniera strutturale l’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi, introdotta nel 2015 da un decreto attuativo del Jobs Act, ai collaboratori, agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca universitari, a fronte di un incremento dell’aliquota contributiva dello 0,51%.

Enti di previdenza e Welfare

Le Casse pensionistiche private potranno chiaramente attivare ulteriori prestazioni sociali, “finanziate da apposita contribuzione”, destinate soprattutto ad associati vittime di una “significativa riduzione del reddito per ragioni non dipendenti dalla propria volontà”, o con “gravi patologie”.

Nei Centri per l’impiego pubblici verrà allestito uno sportello dedicato al lavoro autonomo, per favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro.

I lavoratori autonomi potranno inoltre partecipare agli appalti pubblici o ai bandi per l’assegnazione di incarichi individuali di consulenza o ricerca.
Spese per la formazione integralmente deducibili
Vengono rafforzate le deduzioni delle spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale.
In particolare, diventano interamente deducibili entro un tetto annuo di 10 mila euro i costi per master, corsi e convegni (escluse le spese per vitto e alloggio) ed entro 5mila euro annui le spese per servizi personalizzati di politica attiva organizzati dai centri per l’impiego. Deducibili, infine, anche i costi per l’assicurazione contro il mancato pagamento delle prestazioni effettuate.

Più facile l’accesso agli appalti
Tra le novità previste dal Ddl anche la possibilità per i liberi professionisti di aggregarsi in “reti, consorzi o forme associate“, anche temporanee, per accedere ai bandi di gara (e concorrere così, con meno vincoli, all’assegnazione di incarichi e appalti privati). Vengono poi riconosciuti i diritti di utilizzazione economica in caso di invenzioni (salvo che l’attività inventiva sia già prevista come oggetto del contratto).
Il ddl delega poi il governo a individuare gli “atti pubblici” da devolvere alle professioni ordinistiche, attraverso il riconoscimento del loro ruolo sussidiario (e di terzietà) e, inoltre, a semplificare gli adempimenti su salute e sicurezza negli studi quando sono simili alle abitazioni.

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